26 Giugno 2020

Correlazioni tra genetica e infezione da COVID19

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Possedere alcune caratteristiche genetiche, tra cui quelle che definiscono il gruppo sanguigno, potrebbe rendere più suscettibile allo sviluppo di infezione da SARS-COV2.

Questo il risultato di una ricerca, condotta da un gruppo cooperativo internazionale, rivolta alla scoperta delle possibili correlazioni tra genetica e infezione da COVID19.

I dati emersi da questo studio sono stati ottenuti grazie al sequenziamento estensivo del DNA di 1980 pazienti adulti con coinvolgimento respiratorio da SARS-COV2. Il progetto, coordinato da ricercatori tedeschi e finlandesi, ha visto coinvolti diversi centri italiani e spagnoli, tra cui anche l’Ospedale San Gerardo di Monza. I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati su una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, il New England Journal of Medicine.

Il contributo dell’ospedale San Gerardo, pur non essendo lo studio rivolto all’età pediatrica, è stato possibile grazie all’aiuto del Centro di Ricerca Matilde Tettamanti e del Comitato Maria Letizia Verga. Durante tutto il corso dell’emergenza, infatti, il lavoro di due ricercatrici del Centro Tettamanti e la stanza BL3 del nostro laboratorio (luogo adeguato alla processazione di campioni biologici infetti) sono stati messi a disposizione per conservare il materiale biologico, in particolare il sangue periferico, dei pazienti ricoverati nei reparti COVID19 dell’ospedale, creando così una bio-banca collegata al progetto STORM (STudio OsseRvazionale sulla storia naturale dei pazienti ospedalizzati per SARS-COV-2).

Sempre grazie al contributo del nostro Comitato, è stato possibile procedere all’acquisto di un congelatore -80 necessario alla conservazione di questi campioni.

Grazie agli studi eseguiti sui campioni congelati è stato possibile realizzare la ricerca pubblicata sul NEJM e sarà possibile nel prossimo futuro contribuire a ulteriori studi per comprendere il comportamento della malattia da COVID19.